Nel 1909 – secondo la guida Savallo di Milano e Provincia - in via Terraggio 1 è già presente il cinema Verdi. La sala viene ricavata dalla mensa di un convento preesistente, con una platea di 200 posti, poi ridotti a 150. Il locale offre spettacoli cinematografici per almeno un decennio.Intorno al 1919, al medesimo numero civico, quasi all’angolo con corso Magenta, la sala si trasforma nel cinema Gorizia, acquisendo il nome della città friulana di cui si è molto parlato durante gli anni della grande guerra e che è definitivamente passata all’Italia nel 1918. Si tratta di una sala popolare, dotata di sola platea, classificabile tra le sale “rionali” frequentate esclusivamente dagli abitanti del quartiere: la programmazione non viene riportata sui quotidiani milanesi e la promozione avviene attraverso l’affissione di manifesti. La programmazione è di terza visione, principalmente incentrata su commedie italiane o film d’avventura. Il soffitto a volta e un muro esterno farebbero pensare che il locale possa essere stato ricavato da una preesistente cappella o chiesetta La sala passa da cinema d’essai a prima visione e la proprietà della sala è ora del Comune di Milano, ma dato in gestione a terzi, con la programmazione curata da Luigi De Pedys; le pellicole sono di prima visione o proseguimenti. Durante la ristrutturazione del cinema situato all'interno del Palazzo Medici e proprio nel corso dei lavori di riqualificazione che il Comune ha iniziato lo scorso anno per far rinascere quel luogo di cultura, che è arrivata la scoperta: affreschi risalenti al XVII secolo sull'intera volta della sala; la facciata delle ex pareti del chiostro esterno, sul lato che affaccia su corso Magenta; pavimenti originari in cotto lombardo della sala principale al piano terra. "Importanti elementi di natura storico-artistica", li definisce Palazzo Marino. Che ha "rimodulato" il progetto fatto nel 2015 proprio per consentirne il recupero e la valorizzazione. |


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