mercoledì 1 settembre 2021

PALAZZO MARINO

 

Palazzo Marino (el Marin in lombardo), opera cinquecentesca dell'architetto perugino Galeazzo Alessi, è un palazzo nobiliare di Milano, sede dell'amministrazione comunale dal 19 settembre 1861. Già di proprietà di Tommaso Marino, ma ben presto pignorato per via dei suoi debiti e finito nelle mani del banchiere Emilio Omodei. Venne acquistato dallo Stato nel 1781, divenendo all'indomani dell'Unità d'Italia la sede centrale del comune di Milano. Situato sul fronte orientale di piazza della Scala proprio davanti all’omonimo Teatro, si trova uno dei palazzi più noti e importanti di Milano.

Stiamo parlando di Palazzo Marino, la sede del Comune di Milano. Ma la sua storia nasce da un racconto d’amore e da una storia architettonica travagliata

Il palazzo venne commissionato dal banchiere e commerciante genovese Tommaso Marino  e Ara Cornaro, della quale si innamorò. Questa era la discendente della regina di Cipro e quando Tommaso chiese al padre la sua mano egli rifiutò. 

Marino, poco abituato ai rifiuti, per tutta riposta decise di rapirla. Dopo un lungo tempo di prigionia, discussioni e trattative, il padre di Ara acconsentì al matrimonio tra i due, ponendo come condizione la costruzione di un palazzo che non avrebbe fatto sfigurare le sue nobili origini.
Fu così che Marino chiamò l’architetto del momento Galeazzo Alessi per realizzare Palazzo Marino. Purtroppo, poco tempo dopo il matrimonio, i due furono costretti dalle spese onerose a trasferirsi sul Naviglio di Gaggiano dove il conte impazzì fino a impiccare la moglie. Prima dello sventurato evento però nacque Virginia che divenne poi madre di Marianna de Leyva
Durante le peripezie economiche e familiari di Tommaso Marino prima narrate il Palazzo restò incompiuto, finché non venne completato nel 1892 da Luca Beltrami. Tra le modifiche che fece rispetto al progetto originale dell’Alessi ci fu l’ingresso principale posto su piazza della Scala invece che su via Marino.
Se volete invece ammirare uno dei prospetti più affascinanti dirigetevi su piazza San Fedele. Qui troverete la costruzione originale realizzata dall’Alessi su tre ordini. L’interno presenta diverse sale di particolare bellezza tra arte e soffitti e termina in un meraviglioso cortile porticato.

Esso venne costruito fra il 1557 ed il 1563 su progetto dell'architetto perugino Galeazzo Alessi, appositamente convocato a Milano proprio per l'occasione. Il palazzo si orientava originariamente verso piazza San Fedele

Molti scultori della Fabbrica del Duomo parteciparono attivamente alla realizzazione degli intagli del palazzo. I milanesi tuttavia vedevano di cattivo occhio questo grandioso progetto, tanto che quando nel 1560 il conte Tommaso Marino aveva ottenuto il permesso di aprire una nuova strada che, partendo dall'ingresso principale del palazzo, si sarebbe congiunta fino a Piazza Mercanti, il malcontento popolare riuscì addirittura a bloccarne la realizzazione.

La costruzione del palazzo continuò con uno stile comparabile a quello delle più ricche corti dell'intera cristianità: nel cortile del palazzo furono raffigurate le Fatiche di Ercole e le Metamorfosi di Ovidio. Il Salone d'onore (oggi conosciuto come Salone dell'Alessi) aveva dipinto sul soffitto le Nozze di Amore e Psiche nel convito degli Dei e aveva realizzato gli stucchi sempre con storie di Amore e Psiche. Agli angoli del soffitto Aurelio Busso aveva dipinto le Quattro Stagioni. Sotto il cornicione le Muse, Bacco, Apollo e Mercurio affrescati da Ottavio Semino, alternate con bassorilievi con le storie di Perseo. Sugli ingressi erano stati collocati i busti di Marte e Minerva.

Una leggenda priva di fondamento vuole che il palazzo fosse voluto dal conte Tommaso Marino per ospitarvi la moglie, la bella Bettina Doria, anch'essa genovese e strettamente imparentata con Andrea Doria, grande ammiraglio e figura di spicco della Repubblica di Genova.

Alla morte di Tommaso Marino, la grande prosperità della famiglia subì un profondo tracollo, che sarebbe culminato nel 1577 col pignoramento da parte dell'amministrazione pubblica dello stesso palazzo, a saldo dei numerosi debiti contratti.

Il palazzo dal Seicento all'Ottocento

Durante questo lungo periodo il palazzo cominciò a deperire e nel 1626 vide la rimozione delle balaustre sovrastanti il cornicione perché pericolanti. Nel 1632 lo Stato, che stava affrontando la "famosa" peste, riuscì a vendere il palazzo agli eredi del banchiere Emilio Omodei, grande finanziatore del governo spagnolo. Gli Omodei non abitarono mai il palazzo che continuò ad essere chiamato dei Marino. Al piano terreno continuarono a svolgersi attività di carattere fiscale (gabelle e dazi), mentre il piano nobile veniva di volta in volta affittato a personaggi illustri.

Nel 1772, con la riforma fiscale di Maria Teresa d'Asburgo, arrivarono a svolgere i compiti fiscali i Fermieri e nel 1781, con l'abolizione della Ferma generale voluta da Pietro Verri, sarebbe stato lo stesso Verri ad adoperarsi perché il palazzo tornasse nelle mani dallo Stato come sede dei nuovi uffici finanziari e fiscali.

Il passaggio di proprietà avvenne il 14 luglio 1781 per la somma di 250.000 lire. L'acquisto permise una serie di restauri e il completamento della facciata verso via Case Rotte, condotta seguendo lo stile originale dell'Alessi sotto la rigida supervisione del Piermarini, che stava operando in quella zona diversi interventi. Nel palazzo trovarono dunque posto la Regia Camera dei Conti, la Regia Intendenza Generale, la Tesoreria, il Dazio Grande con i suoi uffici e la Cassa imperiale del Banco di Vienna.

Durante il Regno d'Italia cambiarono i nomi dei responsabili, ma gli uffici permasero con le stesse funzioni. Trovarono inoltre sede nel palazzo il Ministero delle Finanze, il Pubblico Tesoro e la Dogana. Con la Restaurazione al primo piano si sarebbero trasferiti i locali della corte, mentre al pian terreno la dogana, gli uffici della liquidazionedella tesoreria e della cassa centrale.


Il restauro (1872-1892) quale sede del Comune di Milano

Nel 1848, dopo le Cinque giornate di Milano, il palazzo interruppe per alcuni mesi il proprio ufficio burocratico e divenne sede del Governo provvisorio della Lombardia. Liberata la Lombardia dagli Austriaci nel 1859, il palazzo passò dalla proprietà dello stato a quella del comune tramite una permuta tra Stato e Comune tra il palazzo del Broletto Nuovissimo e Palazzo Marino.

Il 19 settembre 1861 Palazzo Marino divenne ufficialmente sede del Comune, mentre le funzioni fiscali fino ad allora presenti nel palazzo si trasferirono nel Broletto. In precedenza il municipio di Milano era situato all'interno di Palazzo Carmagnola.

L'acquisto del palazzo da parte del comune coincise con la demolizione dell'isolato posto tra il palazzo e la Scala e l'apertura della nuova piazza della Scala. Su questa piazza, impreziosita dal monumento a Leonardo da Vinci, si affacciava ora una sequenza di vecchi stabili, giudicati indegni di rappresentare la nuova Amministrazione Comunale e il nuovo volto italiano della Milano all'indomani dell'Unità d'Italia.

Anche gli interni del palazzo risultavano essere parecchio malandati, a cominciare dal grande Salone d'Onore. Nel 1872 Angelo Colla venne incaricato del restauro del salone, mentre contemporaneamente venne bandito un concorso per la nuova facciata su piazza della Scala. La crisi economica di quegli anni tuttavia provocò un rinvio dell'opera fino al 1888 quando venne approvato il progetto di Luca Beltrami, portato a compimento nel 1892.

A questo primo profondo restauro ne seguirà un secondo alla fine della Seconda guerra mondiale per ripristinare le parti abbattute dalle bombe del 1943. Particolarmente danneggiato risultò lo stesso Salone dell'Alessi. Gli stucchi originali della volta vennero sostituiti dalla rappresentazione dell'Aurora, del Giorno, del Crepuscolo, della Notte sopra le finestre. Ai lati delle finestre: AriaTerraAcqua e Fuoco scolpiti da Oliva, Supino, Brioschi, Ciminaghi, Gasparetti, Tavenari, Pepe, Ruy, Pellini, Wildt e Saponaro mentre le quattro stagioni ai quattro angoli del Salone d'Onore sono state ridipinte da P. Cortelezzi e G. Valerio.

Quest'ultimo restauro si concluse il 12 aprile 1954 sotto la direzione dell'ingegner architetto Arrigo Buonomo.

Le cronache cittadine concordano sul fatto che i lavori del Palazzo Marino vennero bloccati dall'opposizione tenace dei milanesi che avevano in odio il Conte per via del suo temperamento odioso ai più.
Ma sul perchè il conte decise di costruire un palazzo suntuosissimo proprio in quel luogo ci viene in aiuto la leggenda. Pare che intorno al 1553, un Tommaso Marino quasi ottantenne, si invaghisca della figlia di un ricco patrizio veneziano, Arabella Cornaro.
Vedendogli negata la mano della ragazza e quanto in linea dei suoi modi prepotenti, Tommaso Marino pensò bene di risolvere la faccenda con il suo rapimento, strappando così al padre il consenso alle nozze. Ma a patto che il conte costruisse in quella che già ai tempi era stata definita dal Cornaro una città grigia, un palazzo degno del rango della figlia. Il conte decise che la dimora dovesse sorgere nei pressi di Piazza San Fedele, dove la prima volta aveva incontrato Arabella. Poco importa se la zona fosse già occupata da altre abitazioni: acquistò gli immobili, cacciò gli abitanti e rase al suolo le case per far posto al sontuoso progetto, i cui lavori vennero affidati a Galeazzo Alessi.
Ci pensò una maledizione a sistemare il conte. Un passante, durante i lavori di edificazione del palazzo sentenziò questo edificio di pietre, innalzato con tante ruberie, o brucerà, o cadrà in rovina, o se lo porterà via un altero ladrone.
E infatti non passarono molti anni che il conte dilapidò il patrimonio e vide confiscatosi il palazzo, non ancora concluso, per mano degli Spagnoli.
Arabella incontrò una tragica morte: venne trovata impiccata nel baldacchino del letto dopo una delle scenate di gelosia del conte. Marino, dal canto suo, nonostante tutte quelle maledizioni morì a 97 anni, ma nella solitudine più totale
Visite: guidate e gratuite
si svolgono nei giorni feriali, solo su prenotazione.
Le sale visitabili sono: Sala delle Tempere, Sala degli Arazzi, Sala della Trinità, Sala della Resurrezione, Sala Alessi, Sala dell’Urbanistica, Sala Gialla, Sala Marra o Verde, Sala del Consiglio comunale, Cortile d’onore, il Loggiato e la Sala dell’Orologio.
Per prenotazioni: 0288456617 / 52654 –

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